News e informazioni

La Caldaia a condensazione 

Di seguito troverete alcune informazioni utili da sapere sul funzionamento  delle caldaie a condensazione e sull'obbligo del trattamento dell'acqua negli impianti  di riscaldamento, secondo la direttiva del 26 giugno 2015. Per maggiori informazioni non esitate a contattarci.

Il funzionamento delle caldaie a condensazione

Le caldaie a condensazione sfruttano una tecnologia moderna ed ecologica per il riscaldamento domestico e la produzione di acqua calda sanitaria, e sono in grado di assicurare performance di altissimo livello con consumi di gas eccezionalmente bassi. 
Le caldaie a condensazione “catturano” i fumi di scarico ancora caldi, normalmente espulsi all’esterno dell’abitazione, recuperandone l’energia, facendoli condensare. Questo processo di condensazione permette allo scambiatore di calore della caldaia di assorbire il calore latente nei gas di scarico utilizzandolo per preriscaldare l’acqua fredda di ritorno dal circuito di riscaldamento. Ciò significa che è necessaria una minore quantità di combustibile per ottenere la giusta temperatura dell’acqua del circuito di riscaldamento. L’acqua riscaldata viene quindi immessa nel circuito di riscaldamento. Le caldaie a condensazione raggiungono livelli di efficienza superiori al 100% e consentono di risparmiare fino al 30% sul consumo di gas, anche su impianti tradizionali a termosifoni.

Obbligo trattamento acqua impianti riscaldamento

Trattamento acqua - nuove disposizioni DM 26 giugno 2015

Il DM 26 giugno 2015,ha introdotto importanti novità in merito al trattamento acqua degli impianti termici. Nella tabella allegata è stato fatto un riepilogo di quali siano le nuove imposizioni per gli impianti realizzati a partire dal 01 ottobre 2015. Fino a tale data continua a valere quanto riportato nel DPR 59/2009.

Per quanto riguarda il trattamento dell'acqua dell'impianto di riscaldamento, il DM 26 giugno 2015 impone:
  • per tutti gli impianti termici, indipendentemente dalla loro potenza, un condizionamento chimico dell'acqua dell'impianto;
  • un addolcitore per impianti di potenza termica del focolare superiore a 100kW quando la durezza dell'acqua supera i 15°F.
Il decreto fa riferimento per ben due volte alla norma UNi8065 come norma da seguire per il trattamento dell'acqua degli impianti di riscaldamento ed è addirittura più severo della norma stessa che prevedrebbe l'obbligo di addolcire l'acqua di riscaldamento solo in presenza di impianti di potenza non minore di 350kW, oppure per impianti di potenza inferiore a 350kW, ma con durezza dell'acqua superiore a 35°F.
Per quanto riguarda invece il trattamento dell'acqua calda sanitaria, dal momento che il decreto tratta unicamente l'acqua dell'impianto di riscaldamento, l'unico riferimento normativo è la suddetta norma UNi8065 che prevede per l'acqua calda sanitaria, indipendentemente dalla potenza termica dell'impianto, un addolcitore se la durezza è maggiore o uguale a 25°F, o la possibilità di scegliere tra un condizionamento chimico o un addolcitore se la durezza è inferiore a 25°F.
E' chiaro che, considerato anche i notevoli costi di un addolcitore, se, nei casi previsti dal decreto, questo dispositivo deve essere installato per il trattamento iniziale dell'acqua dell'impianto di riscaldamento e per il gruppo di riempimento automatico, conviene utilizzarlo anche per il trattamento dell'acqua calda sanitaria.
Si ricorda infine che le nuove imposizioni sul trattamento dell'acqua riguardano non solo gli impianti nuovi, ma anche quelli sottoposti a ristrutturazione o a semplice sostituzione del generatore.

Per scoprire tutte le informazioni e le news chiamateci al +39 011 3241900

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